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Il 7 ottobre all’Avana si è tenuta una sfilata davvero particolare: gli abiti sono di carta o materiali simili. In passerella bellissime modelle con bikini di carta tenuti ai fianchi con fili di rafia, atletici fusti con pantaloni in cartone che si chiudono con fiocchi di spago. Modelli da indossare una sola volta e poi gettare via senza alcun rimpianto dato che i costi sono bassissimi. Gli abiti hanno dunque un’indiscussa praticità, ma anche degli inconvenienti, sarà difficile indossare un abito di cartone in un ufficio col rischio di rimanere nudi. Ci si chiederà allora a chi saranno venduti gli abiti monouso, ma lo scopo della sfilata non è di vendere , bensì di raccogliere fondi ed attirare l’attenzione su una associazione “ L’arma dei guaritori dell’anima” che mira a sostenere le famiglie più povere. Questa comunità, che ha all’Avana quattro centri operanti, ha a cuore i problemi di sottonutrizione e dell’educazione giovanile, e forma dei giovani che si occupano di tali problemi e che cercano in ogni modo di reperire fondi anche organizzando questo particolare e bizzarro defilè.